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Cinque regni, ecco come sono classificati tutti gli esseri viventi

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Generalmente è facile, elementare diremmo, distinguere un essere vivente da uno non vivente: nel secondo manca qualsivoglia caratteristica degli esseri “viventi” appunto, quali la capacità di muoversi, respirare, nutrirsi, nascere e morire.

Già quando si va invece a voler classificare gli essere viventi, l’impresa diventa più ardua: su quali caratteristiche si basa la distinzione?

Tutti noi apparteniamo a una determinata specie, ordine, famiglia, ma a livello gerarchicamente più alto si trova la distinzione in cinque regni.

Il sistema di classificazione che suddivide le specie viventi in cinque regni è stato proposto per la prima volta da Robert H.Whittaker, basandosi su tre criteri: il tipo di cellula che caratterizza l’essere, il tipo di organizzazione cellulare e la tipologia di nutrizione.

Il regno costituito dagli organismi più semplici è quello delle Monere, che comprende organismi quali batteri o alghe azzurre. C’è poi il regno dei Protisti, un gruppo eterogeneo di organismi unicellulari, sia autotrofi che autotrofi.

Al livello superiore troviamo i funghi,  organismi plurinucleati (con nuclei eucariotici e nutrizione per assimilazione.  Le porzioni visibili di un fungo rappresentano solo una piccola parte dell’intero organismo, e costituiscono gli organi preposti alla riproduzione.

Gli ultimi due regni sono invece quello vegetale e quello animale, a cui appunto appartiene anche l’essere umano.

La differenza essenziale sta nel loro modo di nutrirsi: le piante sono infatti pluricellulari con cellule eucariotiche provviste di parete rigida e plastidi fotosintetici, mentre gli animali si nutrono principalmente per ingestione in una cavità interna e hanno una riproduzione di tipo sessuato.

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