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Inizia l’effetto domino con le leggi sul gioco: dopo il Piemonte ecco la Toscana

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Era inevitabile, e c’era assolutamente da aspettarselo, dato lo stato di “stallo o di latitanza” in cui il decreto attuativo dell’accordo raggiunto in Conferenza Unificata vive, che le Regioni ad una ad una, e quasi con un effetto “domino”, prendessero le “proprie decisioni” relativamente alle Leggi sul Gioco. Così, dopo il Piemonte che ha messo in atto una sorta di “espulsione del gioco pubblico”, ora tocca la Toscana con la sua nuova approvazione a “decidere” sulla vita e sulla morte delle attività commerciali ludiche che ancora stazionano su quel territorio o quelle che avessero “l’ardire” di aprire nuovi esercizi sempre nel settore ludico, che di divertimento per quello che riguarda il discorso commerciale, hanno veramente ben poco!

Come era altrettante inevitabile che le associazioni di categoria, anche per quel territorio, facessero le loro considerazioni e dessero, quindi, un’occhiata approfondita al futuro delle imprese di gioco e dei suoi operatori toscani che al momento vivono, come in tanti altri territori, “tra color che son sospesi” e nella piena ed assoluta incertezza sul futuro ed anche a volte per il presente. Quindi, anche nella Regione Toscana, approvata la Legge sul Gioco non si possono certamente fermare i commenti degli addetti ai lavori e dei politici sull’impatto della normativa.

Una cosa positiva, senza dubbio, c’è in questa “nuova” Legge sul gioco: la formazione obbligatoria del personale dei locali che ospitano ed offrono il gioco ed anche un’altra specificazione della definizione  “nuova installazione” che però fa rientrare in questa breve locuzione l’effetto espulsivo indesiderato che fa sempre capolino e che, inevitabilmente, si presenta nel futuro delle attività di gioco.

In questa nuova legge è presente anche il “divieto assoluto” di pubblicità che senz’altro limiterà le attività commerciali (lecite) ma, a ben riflettere, per il discorso del contrasto al gioco problematico probabilmente ci può anche stare, seppur con le dovute riserve: quello, invece, che non si può fare a meno di notare è che in Toscana, forse per la prima volta, viene introdotto una sorta di “effetto espulsivo”, tanto caro e messo in campo dalla consorella Piemonte che l’ha già applicato e dal quale stanno discendendo le conseguenze commerciali e di occupazione che era preventivabile aspettarsi.

L’effetto espulsivo della Toscana viene determinato dal “non poter installare” macchine da gioco in più, visto che queste vengono considerate “nuove installazioni” e che viene ammessa solo la sostituzione dei vecchi apparecchi: in aggiunta, si va anche a bloccare la concorrenza sul mercato fra gestori di casino online e fra concessionari posto che viene considerata “nuova installazione” anche l’eventuale cambio di concessionario. E qui ci si avvicina all’effetto della normativa dell’Emilia Romagna, altra consorella certamente non propendente al gioco d’azzardo pubblico, e che introduce concetti che apparentemente non sono drastici come quelli del Piemonte, ma che alla lunga, potranno generale gli effetti espulsivi per le attività ancora in vita.

Le associazioni di categoria, ovviamente, sono molto critiche sugli atteggiamenti e sulle nuove normative delle Regioni: sono contro questa sorta di crociata che i Comuni e le istituzioni regionali stanno intraprendendo nei confronti degli apparecchi di gioco. I provvedimenti restrittivi intrapresi dalle Regioni non avranno certamente l’efficacia che si prefiggono e questo sta già per essere accertato in Piemonte dove la “nascita” di totem ai quali nessuno potrà applicare i divieti previsti dalla legge di quel territorio sta già prendendo piede.

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