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Grecia antica e isole dei poeti la guida

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Grecia antica e isole dei poeti L’antica Grecia è stata la culla della civiltà occidentale. In questa guida di viaggio, partendo da Atene, faremo tappa prima a nord – verso Delfi e le famose Termopili – poi a sud, alla scoperta del Peloponneso e delle sue mitiche città, prime fra tutte Sparta. Dal continente salperemo quindi in direzione di Creta, dove esploreremo le meraviglie del palazzo di Minosse. Riprenderemo infine il mare alla volta delle Isole Ionie, autentiche muse la cui bellezza selvaggia ha ispirato poeti in ogni epoca della storia.

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ATENE, IL CUORE DELL’ANTICA GRECIA

Capitale della Grecia, Atene si trova nell’Attica, una delle regioni meridionali del territorio ellenico. Nell’antichità questo centro è stato il cuore della filosofia, della letteratura e dell’arte, e inoltre una grande potenza navale, teatro di epiche battaglie. L’acropoli e l’agorà Il nostro viaggio alla scoperta dell’antica Grecia inizia dall’acropoli di Atene. L’acropoli, ovvero ‘la città alta’, domina la capitale come un gigante addormentato. Questa bianca rocca era nell’antichità il centro religioso nonché il cuore stesso della città. Nel V secolo a.C. Atene visse un vero e proprio rinascimento, una straordinaria fioritura economica e artistica che vide l’investimento di enormi ricchezze per dare un volto nuovo alla città: gran parte di questo progetto incluse proprio l’acropoli.

Per entrarvi si attraversano i Propilei, l’ingresso monumentale in cui lo stile dorico e quello ionico delle colonne si armonizzano in un’unica struttura. Adiacente ai Propilei troviamo poi il piccolo tempio di Atena Nike, innalzato sul costone roccioso per commemorare la vittoria degli ateniesi sui persiani, e che sembra fare da guardiano all’enorme scalinata dell’acropoli. Ma nell’ottica di riassetto della città va ricordato soprattutto che Pericle, dopo che i persiani distrussero il tempio di Atena Poliàs nel 480 a.C., ordinò la costruzione di un più imponente tempio dedicato ad Atena Parthénos (‘la vergine’), affidandone la direzione allo scultore Fidia.

Il Partenone, che fu realizzato in stile dorico, custodiva al suo interno la statua d’oro e d’avorio della dea protettrice della città. Ben novantadue metope decoravano la parte alta del tempio su tutti e quattro i lati: raffiguravano mitiche battaglie per celebrare la vittoria della civiltà sulla barbarie. Anche i frontoni occidentale e orientale vennero decorati, rispettivamente con la rappresentazione della disputa tra Atena e Poseidone per il possesso dell’Attica, e quella della nascita della dea dalla testa di Zeus. Nel corso dei secoli il Partenone è stato più volte trasformato e danneggiato, divenendo in epoca bizantina una chiesa, poi – sotto la dominazione ottomana – moschea e persino deposito per polvere da sparo.

A lato del Partenone troviamo poi l’Eretteo, tempio ionico dedicato a uno dei mitici re di Atene, celebre soprattutto per la loggia delle cariatidi, caratteristiche colonne scolpite in forma femminile. Tuttavia quelle originali si possono ammirare nel Museo dell’acropoli, posizionato sul limitare del sito archeologico. Adagiati sul pendio meridionale dell’acropoli, troviamo infine l’odeo di Erode Attico – piccolo teatro che accoglieva esibizioni musicali e poteva ospitare fino a cinquemila spettatori – e nella parte opposta il teatro di Dioniso, che nel V e IV secolo a.C. ospitò la rappresentazione delle più famose opere greche di tutti i tempi, come quelle di Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane e Menandro. Dall’acropoli, dirigendoci a nord-ovest, giungiamo nell’agorà, dominata dal tempio di Efesto.

Quest’area, a partire dal VI secolo a.C., fu la piazza principale nonché il cuore politico di Atene. Il Museo archeologico nazionale Gli amanti dell’antica Grecia non possono non far visita inoltre al Museo archeologico nazionale di Atene. Le sue collezioni di sculture e ceramiche spaziano dall’epoca preistorica a quella ellenistica.

Tra i pezzi più famosi troviamo la maschera funeraria di Agamennone – attribuita al grande re acheo – e la coppa di Nestore, che reca una delle più antiche iscrizioni in lingua greca. Tra le sculture menzioniamo invece il Cronide di Capo Artemisio – che raffigurerebbe Zeus o Poseidone nell’atto di scagliare il fulmine o il tridente – e il Fantino di Capo Artemisio, una scultura in bronzo di straordinario realismo. Tra le statue di età ellenistica e romana, infine, segnaliamo il Diadumeno di Delos e l’Afrodite, copia di un originale di Prassitele risalente al IV secolo a.C.

 

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DELFI, L’OMBELICO DEL MONDO

La leggenda narra che Zeus liberò due aquile ai lati della Terra e che il loro volo si incrociò nel cielo di Delfi: da allora questo luogo divenne il centro stesso del mondo. Il sito archeologico Circa 160 km a nord-ovest di Atene, Delfi è adagiata sulle pendici del monte Parnaso, sede – secondo la mitologia – di Apollo e delle Muse, e a partire dall’VIII secolo a.C. ospitò nel suo santuario il più importante oracolo del dio. È proprio sul portale del santuario che era iscritta la celebre massima filosofica ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ (Conosci te stesso), punto di riferimento per i pensatori di ogni epoca, ripresa in seguito anche da Socrate.

Ma Delfi non era solo un luogo religioso: ancora oggi sono visibili i resti di edifici come il Tesoro degli Ateniesi, di un teatro e persino quelli di uno stadio: è in quest’ultimo che si svolgevano i Giochi pitici, gare musicali, poetiche e atletiche che prendevano il nome dalla Pizia, sacerdotessa di Apollo. Tappa obbligata di questo luogo è anche il Museo archeologico di Delfi, tra le cui opere ricordiamo l’Omphalos, la Sfinge dei Nassi, il Tesoro dei Sifni, la statua bronzea dell’auriga e quella marmorea di Antinoo. La vasta collezione del museo comprende inoltre vasi, armi, elmi, gioielli, statuette e monete.

Oggi l’antica città di Delfi è uno dei più importanti siti archeologici, un bene protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità a cui gli appassionati di storia antica in viaggio in Grecia non possono rinunciare. Le Termopili Se siete a Delfi e desiderate visitare un luogo non molto turistico ma denso di suggestione, a circa un’ora e mezza di strada in auto potete raggiungere le Termopili. Si tratta di una località che nel passato ospitava uno stretto passaggio costiero: proprio qui, nel 480 a.C., si svolse la famosa battaglia (resa celebre ai giorni nostri dal film 300 di Zack Snyder) in cui pochi greci, comandati dal re di Sparta Leonida I, opposero una strenua resistenza contro l’immenso esercito di Serse I, durante la seconda guerra persiana.

Alle Termopili, fermatevi dunque a visitare il memoriale di Leonida, con la statua sul cui piedistallo è incisa l’iscrizione Μολών λαβέ (Vieni a prenderle), la risposta che il re di Sparta diede all’ordine di Serse di consegnargli le armi.

 

SPARTA E IL PELOPONNESO: LE ROVINE DELLA POTENZA

Il Peloponneso è una penisola meridionale della Grecia collegata al continente dall’istmo di Corinto, largo appena 6 km. Battuta a est dalle acque del mar Egeo e a ovest da quelle del mar Ionio, questa regione ellenica è particolarmente intrisa di storia: il suo nome ci riporta ad Agamennone e alla gloriosa civiltà micenea, agli antichi giochi di Olimpia, e soprattutto alle vicende di Sparta, acerrima nemica di Atene.

Il nostro viaggio nel Peloponneso toccherà questi e altri punti: partendo da Corinto, faremo tappa a Epidauro, poi a Micene, a Olimpia, quindi ci dirigeremo a sud alla volta di Sparta. Corinto Dopo una visita allo spettacolare canale di Corinto risalente al VII secolo a.C., dirigiamoci verso l’antica città, 7 km a sud-ovest di quella moderna. Resti di case, strade, botteghe, edifici amministrativi e fontane (come la fonte Pirene) raccontano la storia di questo luogo. Ma nel sito archeologico vale la pena soffermarsi soprattutto sul tempio di Apollo – tempio dorico risalente al VI secolo a.C., posizionato proprio al centro dell’antica città – e visitare il Museo archeologico, dal quale è possibile accedere a un’ampia collezione di oggetti (ceramiche, gioielli, vasi domestici e splendidi mosaici) che ricostruiscono la storia di Corinto dal Neolitico al Medioevo.

A poca distanza dal sito archeologico vi è infine l’acropoli, detta anche Acrocorinto: dall’alto delle sue mura è possibile godere tutto il paesaggio circostante, e capire così la straordinaria importanza strategica di questa antica città, il motivo per cui fu per secoli l’obiettivo di orde di invasori. Epidauro 60 km a sud di Corinto troviamo Epidauro.

Questa città è conosciuta soprattutto per il santuario dedicato ad Asclepio, dio della medicina, infatti era un importante centro di guarigione oltre che religioso. Ma importante è anche il teatro, un’autentica perla dell’antica Grecia, fatto costruire da Policleto il Giovane nel 350 a.C. Rinomato per l’ottima acustica, è uno dei più antichi teatri greci e poteva ospitare 15000 spettatori. A Epidauro meritano infine una visita l’antico stadio e naturalmente il museo. Micene Da Epidauro spostiamoci a ovest verso Micene: il complesso delle rovine si trova a circa 2 km dal moderno abitato, e vi si accede attraverso la celebre Porta dei Leoni.

Si tratta di un maestoso portale dal frontone scolpito risalente al 1300 a.C. La rocca di Micene venne scoperta nel 1874 dall’archeologo Heinrich Schliemann: l’immagine che emerge è quella di un grande palazzo reale – costruito su uno sperone roccioso alto 300 m e protetto da possenti mura – e di un’estesa comunità che viveva appena al di fuori dai bastioni, al servizio della corte reale.

È proprio all’esterno della cittadella che si trovano le famose tombe dalla caratteristica forma a cupola (tholos), la più importante delle quali è il cosiddetto Tesoro di Atreo, o Tomba di Agamennone. Il nome è tuttavia convenzionale, poiché la datazione del sepolcro risale a due secoli prima della morte del sovrano. Olimpia 170 km a ovest di Micene giungiamo a Olimpia, sede di uno dei principali santuari panellenici nonché dei celebri Giochi atletici dedicati a Zeus, da cui sono derivate le nostre Olimpiadi.

Nell’antica Grecia i primi Giochi olimpici risalgono a 3000 anni fa, e ricorsero ogni quattro anni dal 776 a.C. al 393 d.C. Nel santuario di Olimpia sono visibili i resti di varie strutture dedicate alle gare: la palestra; il Leonidaion, sorta di ostello riservato ai dignitari stranieri in visita per i Giochi; il Bouleuterion, sede del senato eleo, l’istituzione che organizzava gli stessi Giochi; lo stadio, la cui costruzione risale al V secolo a.C. Vi si accede attraversando un arco che immette nell’arena.

Lo stadio poteva accogliere fino a 50.000 spettatori, seduti tutt’intorno su sedute di fango. Su uno dei lati dell’arena è ancora visibile l’esedra, una piattaforma di pietra su cui sedevano i giudici delle gare. Il santuario di Olimpia aveva comunque al suo centro il tempio di Zeus. Costruito nel V secolo a.C., è il più importante tempio del Peloponneso, nonché esempio perfetto di architettura dorica. Custodiva inoltre la leggendaria statua di Zeus di oro e avorio, una delle sette meraviglie del mondo antico, realizzata da Fidia nel 436 a.C. circa.

Poco distante da quello di Zeus è il tempio di Era, più piccolo ma anche più antico: risale infatti al VII secolo a.C. Il sito archeologico di Olimpia è oggi un bene protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Se decidete di visitare questo luogo ricco di suggestione, non mancate una visita al Museo archeologico, in cui è possibile vedere oggetti legati alle gare atletiche ma anche importanti statue di marmo, come l’Hermes di Prassitele.

Sparta Concludiamo il nostro percorso nel Peloponneso dirigendoci a sud verso la città di Sparta, protagonista – assieme ad Atene – della storia dell’antica Grecia. Oggi sono visibili l’acropoli, con il tempio di Atena Calcieca, e un grande teatro risalente al III secolo a.C. Segnaliamo inoltre il santuario di Artemide Orthia e il museo archeologico.

 

 

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CRETA E LE MERAVIGLIE DEL PALAZZO DI MINOSSE

La mitologia narra che Rea partorì Zeus sull’isola di Creta. Zeus, padre degli dei, ebbe a sua volta tra i suoi figli Minosse, sovrano conosciuto per aver costruito il labirinto nel quale imprigionò il Minotauro. Dalla Grecia continentale prendiamo dunque il traghetto e salpiamo alla volta di Cnosso, dove è ancora possibile visitare i resti del palazzo del più grande re della civiltà minoica. Cnosso Il sito archeologico di Cnosso sorge nel centro di Creta, a 6 km dalle sponde del mar Egeo.

Questa città fu un importante centro della civiltà minoica (la civiltà cretese dell’età del bronzo) intorno al II millennio a.C., e il suo palazzo reale – le cui rovine sono la principale attrazione dell’isola – è legato a miti greci la cui memoria si perde nella notte dei tempi: il grande re Minosse, il labirinto di Dedalo, il volo di Icaro, il filo di Arianna, la lotta fra Teseo e il Minotauro… Il leggendario palazzo privo di mura era indicativo della supremazia cretese sul mar Egeo: ai tempi della sua costruzione, infatti, gli abitanti di Cnosso avevano iniziato ad avere scambi commerciali soprattutto con gli egizi, e a questo periodo risalgono i meravigliosi affreschi dipinti con le tecniche tradizionali degli abitanti del Nilo. Intorno al 1700 a.C., tuttavia, un evento catastrofico – probabilmente un terremoto provocato dall’eruzione del vulcano sull’isola di Santorini – distrusse tutti i palazzi di Creta.

Durante il cosiddetto periodo neopalaziale (1700 – 1500 a.C.) il palazzo di Cnosso venne ricostruito ancor più maestoso e sempre privo di mura, segnale della totale assenza di invasioni da parte di popoli stranieri. Almeno fino al 1450 a.C., quando i micenei provenienti dal Peloponneso devastarono la città: da allora la civiltà minoica si avviò a un lento ma inesorabile declino. È grazie all’archeologo inglese Arthur Evans, suo scopritore nel 1900, che oggi possiamo ammirare i resti del palazzo di Cnosso. Alcuni gradini conducono al piano nobile dell’edificio, da cui è possibile godere del panorama circostante.

Il palazzo di Cnosso era una vera e propria cittadella, perfettamente organizzata e autosufficiente: non vi troviamo solo la sala del trono, il santuario e il grande cortile esterno, ma anche numerosi magazzini e inoltre terrazze, porticati e giardini che mettevano in comunicazione i vari ambienti.

Il Museo archeologico di Candia A 5 km da Cnosso visitate infine il Museo archeologico di Candia, dove avrete modo di approfondire la conoscenza della civiltà minoica attraverso le sue numerose opere d’arte, come la statuetta raffigurante la dea dei serpenti e il meraviglioso affresco con la tauromachia proveniente proprio dal palazzo di Minosse.

 

IL PARADISO DEI POETI: LE ISOLE IONIE

Tra la Grecia e l’Italia c’è un arcipelago paradisiaco che ha ispirato poeti e letterati di ogni epoca, da Omero a Saffo, da Foscolo a Leopardi. Parliamo delle sette Isole Ionie (o Eptaneso, come le chiamano i greci) bagnate dal mare che ne dà appunto il nome. Sono luoghi dai paesaggi affascinanti, in cui terreni costellati di vigneti, uliveti e cedri si alternano a monasteri arroccati e preziosi campanili; le loro acque trasparenti lambiscono spiagge di sabbia bianchissima.

In questo paragrafo andiamo dunque alla scoperta delle Isole Ionie: partendo dall’isola di Cerigo – appena sotto il Peloponneso – ci riavvicineremo sempre più alla nostra penisola, fino a raggiungere la famosa quanto super turistica Corfù. Cerigo Non è un caso che, secondo la mitologia, dalle sue acque sarebbe nata la stessa Afrodite, dea dell’amore e della bellezza. Cerigo (o Citera) è caratterizzata da spiagge dall’incredibile fascino, mentre l’entroterra è punteggiato di chiese, castelli, monasteri e borghi tradizionali. Il suo isolamento è senza dubbio il motivo principale dell’incanto di quest’isola, chiamata Citera dai poeti e Cerigo dai veneziani, pare a causa della ricca produzione locale di cera d’api e miele. Irrinunciabile una visita al Museo archeologico di Chora. Zante Cosa dire di Zante (o Zacinto)?

Per carpire l’anima di questo luogo basta leggere le parole che Ugo Foscolo – che vi nacque nel 1778 – gli ha dedicato, racchiuse nel famoso sonetto A Zacinto. Cefalonia Lunghe spiagge sabbiose, fitti boschi e spettacolari grotte: benvenuti a Cefalonia. Attrazioni assolute di questa grande isola sono la grotta di Drogarati – rinomata per l’impressionante acustica e per le stalattiti e stalagmiti dal caratteristico colore rosso – e la grotta di Melissani, che illuminata dai raggi del sole al suo interno regala uno spettacolo di colori indimenticabile.

Ma Melissani è conosciuta soprattutto per il fenomeno naturale delle foibe: l’acqua marina, assorbita dalla roccia calcarea nei pressi di Argostoli, dopo un percorso sotterraneo emerge nella zona di Sami, originando il famoso lago di Melissani. Itaca Adagiata accanto a Cefalonia è la piccola Itaca, il cui nome rimanda immediatamente alle vicende di Ulisse raccontate da Omero nell’Iliade e nell’Odissea. La costa occidentale di quest’isola, scoscesa e selvaggia, contrasta con la verdeggiante parte orientale, che declina invece dolcemente verso il mare.

La descrizione che Omero ha fatto del palazzo reale di Ulisse avrebbe trovato recente conferma negli scavi archeologici eseguiti da un’equipe di archeologi greci, impegnati da anni sulle tracce del mitico luogo. Il ritrovamento del palazzo sarebbe avvenuto nel nord dell’isola, e la sua attribuzione al grande re acheo confermata da elementi come l’impianto tipico di età micenea, le scale scolpite nella roccia, alcuni reperti di ceramiche che riportano iscrizioni e una fontana ancora di età micenea.

Tutto il materiale archeologico è stato datato al XIII secolo a.C., esattamente l’epoca in cui sarebbe vissuto Ulisse. Ad allontanare ogni ulteriore dubbio sulla sua identità, c’è da dire che questo palazzo presenta inoltre una struttura simile rispetto a quelli già attribuiti ad eroi greci contemporanei di Ulisse, come il palazzo di Agamennone a Micene, quello di Menelao a Sparta, quello di Nestore a Pilo e infine il palazzo di Aiace Telamonio sull’isola di Salamina. Leucade Scrivono gli antichi che gli amanti infelici, gittandosi dal sasso di Santa Maura (che allora si diceva di Leucade) giù nella marina, e scampandone; restavano, per grazia di Apollo, liberi dalla passione amorosa.

Così scriveva Leopardi a proposito di Leucade (o Leuca), isola unita alla terraferma da un ponte mobile e caratterizzata da spiagge di ciottoli e sabbia bianchissima. Lo scrittore di Recanati ben conosceva la vicenda della poetessa di Lesbo Saffo, che si suicidò – secondo la leggenda – gettandosi da una scogliera a picco sul mare, nei pressi di Porto Katsiki. Passo Un eremo segreto disseminato di boschi, cornice perfetta per chi desideri rigenerarsi stando a contatto con la natura: con i suoi 30 km², Passo è la più piccola delle Isole Ionie.

Corfù Concludiamo il nostro viaggio nella Grecia antica a Corfù (o Corcira), indubbiamente la più gettonata delle sette Isole Ionie. Tuttavia qui vi proponiamo una meta alternativa, lontana dai villaggi turistici: l’Achilleion. Si tratta dell’incantevole palazzo fatto costruire dall’imperatrice Elisabetta d’Austria – meglio nota come Sissi – alla fine dell’Ottocento, che ha come tema centrale il grande eroe greco.

 

GUIDE BONUS IN TURCHIA, SULLE TRACCE DELL’ANTICA TROIA

La città di Troia o Ilio fu scenario della celebre guerra narrata da Omero nell’Iliade. L’ubicazione delle rovine di questo luogo leggendario è stata ricercata per anni dagli studiosi di storia antica, per dimostrare che la sua esistenza non era una leggenda ma piuttosto una realtà dimenticata. La perseveranza di un illustre storico e archeologo svelò il mistero. Ilio: da mito a realtà Nel 1871, seguendo alla lettera le indicazioni dei testi omerici, l’archeologo tedesco Heinrich Schliemann diede inizio agli scavi nei pressi della collina di Hissarlik, in Asia Minore.

La portata dei lavori divenne ben presto imponente: ogni giorno riemergevano alla luce armi, vasellame e oggetti di uso quotidiano. Fu così che Schliemann scoprì non solo le rovine della leggendaria città di Troia, ma anche di altre città più antiche e più moderne: ad ogni strato corrispondeva infatti un’epoca diversa. Nel 1873, l’archeologo ritrovò pure il tesoro di Priamo – il famoso sovrano di Troia – composto da più di 8000 pezzi tra gioielli, monili e monete d’oro, che il re nascose prima che la città venisse distrutta dai greci. Il sito archeologico di Troia è oggi un bene protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, e la sua visita regala al viaggiatore di oggi emozioni e suggestioni uniche sull’antico mondo greco.

 

INFORMAZIONI UTILI

Prima della partenza e durante il vostro viaggio alla scoperta della Grecia antica, vi consigliamo di consultare il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri, dove troverete informazioni utili e aggiornate per un’ottimale esperienza di viaggio.

Maria Matteacci

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