I migliori antivirus android

Se siete alla ricerca di un ottimo antiviurs per sistema operativo Android, il post odierno fa sicuramente al caso vostro. Come anticipato dal titolo stesso, nella guida di oggi vi mostreremo quelli che a nostro avviso sono considerati i tre migliori antivirus android di questo 2017.

migliori antivirus android

 

La diffusione di smartphone e tavolette digitali è in costante aumento, è tutto questo ha portato anche alla realizzazione e al diffondersi sempre più continuo di spywaredi ogni ggenere, malware, trojan ecc…sopratutto perché moltissimi utenti per scaricare le applicazioni sul proprio smartphone si affidano a canali non sicuri e non direttamente al Play Store di Google.

Dunque proprio per questa valida motivazione al giorno d’oggi è diventato pressochè tassativo avere a portata di mano una vera e propria applicazione antivirus Android che protegga il proprio telefono da eventuali minacce.

Evidenziamo fin da subito che in circolazione esistono tantissimi validi antivirus, ma qui sotto tra poco vi andremo a riportare i tre che a nostro modo di vedere sono i migliori.

360 SECURITY – ANTIVIRUS FREE

Ottimo antivirus che vi consigliamo vivamente di avere sul vostro smartphone Android. Pensate un po’ che 360 SECURITY – ANTIVIRUS FREE vanta la bellezza di 100 milioni di download e oltre 15 milioni di valutazioni positive, il che non è assolutamente poco.

360 Security – Antivirus Free mette a disposizione dell’utente moltissime funzionalità succulente, tra cui spiccano:

  • Possibilità di effettuare la scansione per ogni singola applicazione;
  • Possibilità di abilitare la protezione in tempo reale;
  • Possibilità di usare una comoda funzionalità che permette di ritrovare il proprio smartphone in caso di smarrimento o furto e molto altro

Scaricate questa app e non ve ne pentirete.

AVIRA ANTIVIRUS SECURITY

Siamo di fronte ad un altro antivirus parecchio utilizzato. Offre la possibilità di proteggere il proprio terminale grazie ad una costante protezione in live, offre la possibilità di effettuare una scansione dello smartphone – completa sotto ogni punto di vista – alla ricerca di virus e malware potenzialmente dannosi.

Le scansioni non vengono solo effettuate nelle applicazioni, ma anche in memorie esterne, come per esempio la microSD, troviamo poi la funzionalità antifurto che può tornare utile in qualunque momento e tanto altro.

AVAST MOBILE SECURITY & ANTIVIRUS

AVAST Mobile Security & Antivirus vanta ben 100 milioni di installazioni e oltre 4.5 di valutazioni positive. Già questo fa capire davanti a che genere di applicazione ci troviamo.

Con l’antivirus in questione scansionare il vostro smartphone non è mai stato cosi facile. Possibilità di scansionare una singola applicazione, possibilità di affidarsi ad una protezione in live e diverse altre funzionalità tutte da scoprire.

Presente anche un’ottima funzionalità antifurto, e tra l’altro, la possibilità di bloccare in qualunque momento il terminale da remoto, mediante una qualsiasi connessione internet, in caso di furto o smarrimento.

Anche secondo voi quelli da noi riportati possono essere considerati i tre I migliori antivirus android? Nel caso conoscete qualche altro buon antivirus, non esitate a contattarci in modo da aggiungerlo alla lista. Alla prossima cari lettori.

WhatsApp dove archivia i messaggi su Android

Nella guida odierna, ci concentreremo sulla popolarissima applicazione di messaggistica istantanea Whatsapp. Più nello specifico vedremo come archiviare i messaggi utile sopratutto se la schermata dell’app per le diverse conversazioni presenti è sempre più disordinata.

whatsapp dove archivia i messaggi

 

Per fortuna se la schermata iniziale del vostro whatsapp è confusa più che mai, c’è una semplice ma efficace soluzione che consente di risolvere il tutto alla velocità della luce. I passaggi che bisogna sfruttare sono pochi: bisogna sfruttare nel miglior modo possibile la funzione di archiviazione dei massaggi, la quale in un batter d’occhio consente di pulire la Home dell’applicazione da tutte le conversazioni che non servono più e le sposta in un archivio apposito. Tutto ciò sta a significare che non le cancella del tutto, le elimina solamente dalla schermata iniziale di Whatsapp consentendo, se si vuole di ripristinarle in qualunque momento. Sicuramente una funzione utilissima se si ha intenzione di eliminare delle conversazioni private e recuperarle in un secondo momento.

Per scoprire una volta per tutte come archiviare i messaggi su Whatsapp, prendervi 10 minuti di tempo libero e leggete con la massima attenzione ogni singolo passaggio che tra poco riporteremo qui sotto. Logicamente, per qualsiasi problema, non esitate a scriverci in modo da potervi aiutare il prima possibile.

Detto ciò, andiamo a vedere come archiviare i messaggi di WhatsApp su Android:

Se avete necessità di archiviare una conversazione sola in Whatsapp per sistema operativo Android dovete procedere all’apertura dell’applicazione, virare la vostra attenzione nella schermata principale – quella dove ci sono le conversazioni – e successivamente tenere premuto su una delle chat che volete archiviare.

Aspettate qualche secondo che la conversazione da voi scelta venga evidenziata, selezionate altre chat che hai intenzione di aggiungere all’archivio di Whatsapp e cliccate sull’icona della scatola che rimane in altro a destra per finalizzare il processo.

Archiviati i messaggi di Whatsapp, per poterli ripristinare in un secondo momento, andate nella chat dell’app e cliccate sulla dicitura conversazioni archiviate che rimane alla fine del display.

Per poter ripristinare una chat e riportarla visibile nell’elenco principale di Whatsapp, cercatela come abbiamo spiegato poco sopra, tenendo prtemuto il dito su di essa e cliccando sull’icona della scatola che appare in alto a destra. Difficile, vero?

Come avete constatato voi stesso archiviare i messaggi su Whatsapp è facilissimo. Quanti di voi sapevano già farlo? Per caso conoscete altri metodi in modo da aggiungerli al nostro tutorial? Il box dei commenti vi aspetta numerosi.

Perché si arrossisce? ecco i motivi

Arrossire, ovvero colorare le proprie gote di rosso per pudore, per imbarazzo, per la rabbia. Tante le emozioni che spingono un individuo a manifestare attraverso il proprio viso in maniera involontaria il rossore.

Il rossore può essere momentaneo o duraturo nel tempo.

perche si arrossisce

 

Ma perché si arrossisce?

Spesso siamo imbarazzati proprio dal fatto di arrossire e dal sentire questo calore sul visto aumentare, le guance diventano di fuoco. E a volte ci sono persone che arrossiscono non solo sul visto, ma anche sul collo e sul corpo.  Il rossore è presente a macchie che poi si distribuiscono in altre zone del corpo.

Spesso arrossire è sinonimo di insicurezza e a volte è una questione genetica, ovvero ereditaria.

Perché si arrossisce, cause fisiche:

Il cervello presiede a tante funzioni e tra queste la trasmissione di adrenalina, un ormone, che produce come manifestazione esterna il rossore. L’adrenalina produce la dilatazione dei vasi sanguigni, poiché giunge il messaggero chimico, ovvero l’ormone a questi organi bersaglio, del viso.

Il flusso di sangue del viso aumenta e la risposta è il rossore.

Ma si può arrossire per uno sforzo fisico, o per l’eccessivo caldo. Anche componenti esterne, come l’elevata temperatura, possono contribuire a determinare l’arrossamento. Anche il consumo eccessivo di alcool determina il rossore sul nostro volto.

Facciamo jogging ed arrossiamo per lo sforzo fisico, ma il rossore di natura psicologia è difficile da gestire e ci mette in imbarazzo.

Si arrossisce per ipertensione e menopausa

anche l’ipertensione è accompagnata dal rossore del viso. Anche la condizione di menopausa determina la presenza delle cosiddette vampate di calore, che si manifestano accanto ad altri sintomi nell’età adulta della donna.

Arrossire, perché? Cause psicologiche

Sentirsi inadeguati, avere scarsa stima di sé, vergognarsi per qualcosa che è stato detto, magari una parola fuori posto, o chiacchierare con qualcuno, ad esempio al lavoro, con una persona che ci giudica.

A volte siamo in ansia nell’affrontare una situazione nuova, mai vissuta ed il rossore è una manifestazione della nostra inadeguatezza nella situazione diversa dal solito. Il rossore accompagna spesso l’ansia, cioè l’agitazione interna.

Spesso se proviamo a chiederci, perché sento queste sensazioni, perché sono ansiosa? Potremmo associare il nostro malessere ad un determinato ambiente, e potremmo trovare una soluzione nella sua gestione.

L’ansia abbiamo anche alcuni fattori fisici, da dover controllare, come l’accelerazione dei battiti cardiaci, avere voglia di muoversi e avere sete.

Ma non sempre il rossore del viso è legato necessariamente all’ansia, e al disturbo generalizzato dei sintomi legati a questa manifestazione psicologica. Spesso dunque occorre capire i nostri sintomi e dedurne la causa, psicologica o fisica che sia.

Il rossore al viso accompagna un’intolleranza alimentare

A volte può capitare di essere intolleranti ad un alimento e non esserne a conoscenza. Spesso le allergie alimentari determinano il rossore e spesso la presenza di eczemi.

Dermatite rosacea e rossore in volto

A soffrire di acne rosacea sono spesso le donne, tra i trenta ed i sessanta anni, più spesso in menopausa. A volte sui soggetti con carnagione chiara, il rossore è più manifesto. La rosacea è spesso simmetrica ma non si escludono casi di presenza di macchie rosse sul viso. Spesso le macchie sul viso si curano con pomate a base di antibiotici ed evitando l’esposizione al sole.

Anche le persone che soffrono di psoriasi spesso sono colpite da dermatite rosacea del viso. Immediato l’uso di antistaminici.

Oroscopo celtico: tutte le curiosità e i nomi dei segni associati agli alberi

Di oroscopi ce ne sono molti e oggi parleremo dell’oroscopo celtico che non si basa sulle stagioni ma su uno speciale calendario chiamato Calendario Arboreo: ogni segno associato ad un albero rientra nell’arco temporale di 10 giorni più o meno, in più stagioni diverse.

In questo articolo approfondiremo questo argomento elencando i vari segni e le relative peculiarità e le affinità con altri segni dell’oroscopo celtico.

oroscopo celtico curiosita

 

L’Abete ( dal 2 all’11 gennaio e dal 5 al 14 luglio)

La peculiarità di questo segno è la ricerca verso la verità e verso le figure certe della propria vita. E’ un segno forte, coraggioso e vitale. E’ un amante fedele e a volte un po’ pesante. Affinità con Castagno e Betulla.

Olmo (dal 12 al 24 gennaio e dal 15 al 25 luglio)

E’ un segno che riscuote simpatia ed ammirazione. I nati sotto questo segno sono chiari e non lasciano nulla di intentato. Riesce a calmare gli animi dei segni come il Salice e il Pioppo.

E’ sempre alla ricerca della giustizia e soffre se le cose vanno diversamente da come credeva.

Cipresso (25 gennaio al 3 febbraio e dal 26 luglio al 4 agosto)

Rappresenta la longevità e riescono ad invecchiare in maniera discreta senza tormenti eccessivi. E’ un segno tollerante e sincero che ama e protegge l’amicizia n maniera esemplare. Anche le persone più introverse, che sono di questo segno, riescono a farsi amare. Affinità con Betulla e Ulivo.

Pioppo (dal 4 all’8 febbraio e dall’1 al 14 maggio e dal 5 al 13 agosto e dal 3 all’11 novembre)

Sono di natura pessimisti e non riescono a trovare il bello nella cose. Sono chiusi e a volte non riescono a confrontarsi con il mondo che lo circonda. Affinità con Meli e Querce che riescono a smussare gli angoli un po’ aridi del loro cuore. Sono anche gentili e degni di fiducia.

 Bagolaro (dal 14 al 23 agosto e dal 9 al 18 febbraio)

Non dimenticano facilmente: sono molto attaccati ai ricordi. I nati sotto questo segno amano il loto lavoro e cercano sempre di fare tutto in maniera perfetta. Sono nemici della noia e amici invece della creatività e della fantasia. Affinità con Pino e Quercia.

Pino (dal 19 al 29 febbraio e dal 24 agosto al 2 settembre)

Amano la perfezione e tutto ciò che ne deriva e non trova interessante farsi carico delle pene degli altri. Segno intelligente e implacabile. Affinità con la follia del Bagolaro.

Salice (dall’1 al 10 marzo e dal 3 al 12 settembre)

Simbolo di nostalgia e malinconia. Generalmente i nati sotto questo segno sono egoisti ed hanno la paura di invecchiare e di rimanere soli. Amante infedele. Affinità Faggio e Ulivo.

Tiglio (dall’11 al 20 marzo e dal 13 al 22 settembre)

Sono segni cordiali e che tengono molto all’amicizia e alla compassione verso il prossimo. Non è affatto un segno falso e menzognero. Sono molto tolleranti e calmi. Segno decisamente quieto.

Quercia 21 marzo

E’ un segno forte e calibrato ed è amante della giustizia. Le doti migliori che possono sfoggiare sono senza dubbio la saldezza e la loro perseveranza. Tendono ad essere un po’ malinconici.

Nocciolo (dal 22 al 31 marzo e dal 24 settembre al 3 ottobre)

E’ un segno pacifico e delicato ma anche molto testardi. Si lasciano avvicinare da segni come il Salice e il Tiglio chiedendo loro dolcezza e amore. Sfruttano la telepatia per entrare in contatto con il mondo che li circonda.

Corniolo (dall’1 al 10 aprile e dal 4 al 13 ottobre)

E’ un segno che vivrà in maniera totalitaria e gestirà la propria vita affettiva nel miglior modo che egli crede possibile. Saranno amanti un po’ farfalloni. Il diventare qualcuno sarà uno scopo fondamentale. Affinità con l’Ulivo.

Acero (dall’11 al 20 aprile e dal 14 al 23 ottobre)

I nati sotto questo segno sono temerari e indenni da tutte le avversità che potranno ostacolargli il cammino. Fanno le loro cose con dedizione e tanta volontà. Affinità con Meli e Bagolari.

Noce (dal 21 al 30 aprile e dal 24 ottobre al 2 novembre)

I nati sotto questo segno sono imponenti e decisi in tutto ciò che fanno. Sono tenebrosi ed eclettici. Sono molto propensi al successo. Affinità con gli altri segni: Quercia e Acero.

Castagno (dal 15 al 24 maggio e dal 12 al 21 novembre)

Sono segni che hanno il dono della preveggenza. Sono molto logorroici e hanno molto da discutere con il mondo sociale e le sue regole. Sono moralisti e hanno affinità con Pino e Betulla.

Frassino ( 25 maggio al 3 giugno e dal 22 novembre al 1° dicembre)

E’ un segno rassicurante anche se ha delle parvenze a ritenersi indispensabile. Simbolo di potenza e immortalità a volte può risultare irritante. Affinità con il Faggio e l’Ulivo.

Carpino (dal 4 al 13 giugno e dal 2 all’11 dicembre

I nati sotto questo segno sono degli abili mercenari. Amano da sempre le feste anche se risultano a volte un po’ superficiali. Tendono a vivere rapporti conflittuali. Affinità con il Pioppo e il Bagolaro.

Fico (dal 14 al 23 giugno e dal 12 al 21 dicembre)

Simbolo dell’abbondanza come l’Olivo. Sono delicati e perciò sono alla continua ricerca di protezione e dedizione. Apprezzano le gioie della famiglia e sono socievoli e generosi. Affinità con Pino e Betulla.

Betulla (24 giugno)

Hanno un istinto socievole e creativo. Apprezzano le piccole cose e ciò che ne deriva. Sono inoltre viaggiatori instancabili e sono molto ironici. Amanti sinceri e una maggiore affinità con l’Olmo.

Melo (dal 25 giugno al 4 luglio e dal 23 dicembre al 1 gennaio)

E’ un segno che riesce a trasmettere un senso di pace e e di riposo. La loro caratteristica è di gustare appieno la vita con tutti i suoi pro e i suoi contro. A volte sono malinconici e svogliati. Affinità con il Pioppo.

Ulivo (23 settembre)

E’ un segno caloroso ed è considerato il simbolo emblema dello Zodiaco Celtico. I nati sotto questo segno sono pacifici e forti. Sono molto longevi. Solitamente non hanno un’opinione personale. Affinità con Olmo e Cipresso.

Faggio (22 dicembre)

Prosperità e longevità: è il simbolo della giovialità. Sono amanti dell’eloquenza e amabili conversatori, sempre pronti con argomenti interessanti. Affinità con Abete e Betulla.

Chi vuole Grexit e cosa succederà?

Torna l’incubo Grexit, ma chi vuole l’uscita della Grecia dalla UE?

 chi vuole grexit

Grecia, una crisi lunga otto anni

Sono quasi otto anni che Grecia e Unione Europea discutono per trovare una soluzione alla crisi ellenica. Era il 2009 quando la Grecia annunciò un deficit di bilancio che ammontava al 12,9% del PIL: più di 4 volte il limite imposto dalla UE (3%). Inevitabilmente, all’annuncio di Atene le agenzie di rating Fitch, Moody’s e Standard & Poor reagirono in un modo solo: tagliando il rating sovrano a lungo termine della Grecia. Il rating fu abbassato di tre scalini e portato da “B”  (adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare) a “CCC” (investimento ad alto rischio). Tale mossa spaventò gli investitori e fece lievitare il costo dei prestiti futuri, così per la Grecia è stato sempre più difficile recuperare i fondi per rimborsare i suoi titoli di Stato.

Nel 2010 per abbassare il Pil al 3%, la Grecia iniziò un periodo di austerità, ma dopo solo quattro mesi il governo si accorse che non ce l’avrebbe fatta ad assolvere i suoi impegni e che il Paese sarebbe andato comunque in default. Allora UE e FMI (Fondo Monetario Internazionale) accordarono ad Atee 240 miliardi di euro in fondi di emergenza, ma in cambio chiesero altre misure di austerità.

La Grecia con questi fondi riuscì a pagare solo gli interessi sul proprio debito e a mantenere le banche capitalizzate. Purtroppo, però, le misure di austerità avevano inferto un brutto colpo all’economia greca. La disoccupazione salì del 25% e le entrate fiscali furono ridotte all’osso: il debito non poteva essere pagato, per le strade scoppiò la rivolta e l’intero sistema politico greco entrò in una crisi abissale.

 

Grexit, conseguenze sull’Eurozona

Negli anni successivi la Grecia ottenne altri prestiti e sottoscrisse diversi piani di salvataggio. Nel 2011 EFSF, European Financial Stability Facility, aggiunse altri 190 miliardi di euro al piano di salvataggio. Nel 2012 però il rapporto debito-PIL della Grecia era salito al 175 per cento, e fu allora che si comincio a parlare di Grexit.

Ma una uscita della Grecia dalla UE non era auspicabile per nessuno perché avrebbe portato a un indebolimento generale di tutta l’Eurozona. Che fare allora?

Per evitare la Grexit, la Grecia continua a chiedere alla UE un taglio del debito. Un’ipotesi questa che non trova l’accordo dei tedeschi, i quali temono l’esportazione del “modello greco” negli altri Paesi indebitati con la UE, Italia compresa.  Ed è questa paura a far diventare insistente e sospettosa la Germania che continua a chiedere al governo di Atene di procedere con le riforme finanziarie.

 

Grexit, chi la vuole?

Nelle ultime settimane l’incubo della Grexit si è riaffacciato. Christine Madeleine Odette Lagarde, managing director del FMI, prova una mediazione: chiede a diciannove Paesi dell’Eurozona di tagliare il debito del governo di Alexis Tsipras, e a quest’ultimo, di varare nuove misure di austerità da far entrare il vigore nel 2018. Tsipras risponde “picche” perché, fa sapere, non approverà un euro di sacrifici in più. Intanto Germania e Olanda non hanno nessuna intenzione di tagliare il debito greco e rinviano ogni decisione in proposito al 2018.

Ma non ci sono solo Olanda e Germania a mettere i bastoni tra le ruote alla Grecia. Ricordiamo, infatti, che gli Stati Uniti sono il maggiore azionista del Fondo Monetario Internazionale, e se fino a ieri Obama ha sempre sostenuto con forza la Grecia, la nuova amministrazione Trump che farà? Non momento non c’è una posizione americana sulla crisi ellenica. Per quanto ne sappiamo Donald Trump è intenzionato a perseguire un unico intento: America first. Perciò, molto verosimilmente, il nuovo presidente USA lascerà agli europei gli oneri di tutti i problemi del Vecchio continente, inclusa la crisi Greca.

A fine febbraio 2017 la Troika (l’insieme dei creditori ufficiali durante le negoziazioni con i paesi) costituita da rappresentanti della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale, è tornata in Grecia e i negoziati sono ripresi. E’ stato discusso delle nuove riforme strutturali che il governo di Tsipras deve attuare per sbloccare i fondi del terzo salvataggio. Fondi che alla Grecia servono come il pane giacché entro luglio deve pagare 7 miliardi di euro di bond, quasi tutti della BCE.

L’accordo dovrebbe essere raggiunto entro fine marzo ma la situazione non è delle più rosee a causa della impopolarità delle misure che la Troika ha chiesto al governo di fare approvare.

Nel frattempo i depositi bancari ellenici sono scesi al livello più basso dal 2001: secondo i dati di gennaio le famiglie e le imprese hanno ritirato un totale di 1,534 miliardi di euro dai depositi bancari, portando così il livello totale dei depositi a 119,75 miliardi, il livello più basso dal 2001. E questo la dice lunga sul pessimismo dei greci stessi che, a quanto pare, non ripongono molta fiducia in questo ennesimo salvataggio.

Fine dei matrimoni, Hai tempo fino al 2031

Tra 14 anni, secondo il Censis, la fine dei matrimoni. Ma c’è chi spera ancora.

2031: niente più abiti bianchi, niente più bouquet, niente più commoventi passerelle a braccetto con papà. Un film? No: il risultato di un’importante statistica condotta dall’istituto di ricerca Censis a partire dai dati Istat.

Pare infatti che negli ultimi 40 anni i matrimoni si siano dimezzati, e che negli ultimi 20 quelli religiosi siano diminuiti di un quarto: di questo passo, tra 14 anni, le nozze – almeno quelle religiose – saranno solo un vecchio ricordo per nostalgici. Anche il rito civile, che pure doppierà quello religioso entro il 2020, non se la passa bene, con un aumento appena del 3% dal 2004.

 

fine dei matrimoni

Lo studio: ci si sposa di meno e più tardi

«La nostra stima ha un margine di errore del 2% – spiega il direttore del Censis Massimiliano Valerii – e dimostra che il matrimonio rappresenta sempre meno il centro della vita delle persone, che oggi sono costrette a trovare nuovi modi di pensare al futuro e alle relazioni».

A ciò si aggiunga che non parliamo più di sposi giovanissimi: in media lui ha 36 anni, lei più di 32. «I trentenni non sentono la necessità di una cornice formale attorno al proprio rapporto di coppia. – prosegue Valerii – Non riconoscono l’autorità né della Chiesa né dello Stato, quindi non hanno bisogno che nessuno dei due certifichi la relazione».

Numeri positivi riguardano solo le nozze degli over65, che dal 2004 sono aumentati in media del 67%.

 

Come può finir così?

È dunque questo il freddo scenario del futuro? Alcuni pensano di no.

«Il matrimonio ha cambiato il suo significato e c’è indubbiamente un calo.- commenta Gianpiero Dalla Zuanna, demografo e sociologo dell’Università di Padova – Ma se fosse un ferro vecchio, allora perché tutti i sondaggi tra i giovanissimi vedono ancora il matrimonio tra i desideri più ricorrenti? E perché per anni abbiamo discusso delle unioni civili? Se quella firma che lega due persone davanti al sindaco non contasse più, perché chi non vuole siglarla è sceso in piazza e ha preteso giustamente una legge che glielo consentisse?».

«In realtà, l’impressione è che le persone vogliano ancora sposarsi – osserva Dalla Zuanna – ma che questo passaggio sia legato a una condizione definitiva, alla stabilità nel lavoro, a una casa e alla genitorialità, perché sempre più spesso ci si sposa dopo aver già avuto dei figli».

A riprova di quest’ultimo dato basti pensare che nel 2014 un bambino su quattro è nato fuori dal matrimonio. «L’equiparazione dei diritti tra figli legittimi e figli naturali rende meno “conveniente” sposarsi.

  • spiega Dalla Zuanna – Essere sposati non è più condizione essenziale per essere genitori».

 

Il futuro: relazioni brevi e pochi bambini

Quali sono dunque le prospettive? «L’anno delle zero nozze potrebbe accompagnarsi a un pericoloso anno della quasi zero natalità» commenta Valerii. Nel 2015, infatti, in Italia sono nati 388mila bambini, il dato   più basso dal Risorgimento. «Il tratto comune è la bassa propensione ad assumersi rischi personali.» Parliamo quindi di una generazione di immaturi e irresponsabili? No, come afferma il direttore del Censis:

«Si percepisce un indebolimento del welfare pubblico, le persone non si sentono più protette da uno Stato che fino alla generazione precedente faceva da garante ultimo. Vivono alla giornata».

Non bastano neanche gli incentivi economici. Perché, come osserva Valerii: «non basta un assegno per cambiare il senso del futuro. Bisogna ritrovare una cultura del progetto. E si può fare solo trovando un modello alternativo, una rete che rimpiazzi lo Stato, per esempio nell’economia di condivisione».

«In questo crollo delle nozze ci vedo un pericolo più che altro per lo spezzettamento delle vite affettive» commenta Dalla Zuanna, riferendosi alle relazioni moderne, sempre più corte. «È vero che sono forse più autentiche che in passato perché l’unione infelice ma indissolubile non esiste più. Ma la stabilità si costruisce anche facendo manutenzione ai rapporti, cosa cui siamo meno abituati di un tempo».

 

In cifre

 

  • -52,9% i matrimoni celebrati in 40 anni, dal 1974 al 2014
  • -24% le nozze religiose celebrate in 20 anni, dal 1994 al 2014
  • +3% i riti civili celebrati in 10 anni, dal 2004 al 2014
  • +67% gli sposi over65 dal 2004 al 2014
  • 911 i matrimoni nel 1954, 189.765 quelli nel 2014 (il 43,1% dei quali civili)
  • 1 bambino su 4 nato fuori dal matrimonio nel 2014
  • 388 mila i bambini nati nel 2015
  • 2020 l’anno del sorpasso del rito civile su quello religioso Maria Matteacci

Lead Generation, l’arte di trovare nuovi clienti

Lead Generation trovare nuovi clienti

La Lead Generation è l’arte di trovare nuovi clienti. Noi abbiamo sintetizzato così l’insieme di strategie di marketing finalizzate all’acquisizione di nuovi clienti.

Sono sempre di più le aziende che utilizzano il Web Marketing per raggiungere e fidelizzare nuovi clienti.

Oggi sono tanti gli strumenti che mette a disposizione il web per implementare il proprio business.  Si possono utilizzare i social, le tecniche SEO, le newsletter, i video e quant’altro. La Lead Generation è parte integrante del web marketing. Per essere più precisi, la strategia di Lead Generation è legata all’inbound marketing, ossia alla capacità di instaurare una relazione di fiducia e di scambio con i potenziali clienti, al fine di sottrarli alla concorrenza.

Lead Generation, cercare nuovi clienti con il web

La ricerca dei clienti, oggi è facilitata anche dalla rete. I clienti sono la linfa vitale di qualsiasi attività. Che ci si occupi di vendita oppure di servizi, senza l’acquisizione di nuovi clienti si andrebbe incontro a un repentino fallimento.

Come trovare nuovi clienti

La Rete mette a disposizione molte strategie per cercare nuovi clienti. Esistono siti specializzati nel settore che propongono, anche a basso costo, soluzioni per trovare nuovi clienti grazie al web. Tali soluzioni, oggi, vanno sotto il nome di Lead Generation.

“Lead” significa “contatto profilato”. Quindi, per Lead Generation, in buona sostanza, s’intende la capacità di generare contatti commerciali mirati, in linea con il proprio business e le richieste di mercato. La Lead Generation funziona con tutti i settori commerciali e presuppone una buona strategia di marketing.

 

Come cercare clienti in rete applicando il modello Lead Generation

Il modello Lead per funzionare e dare i risultati desiderati, necessita preliminarmente di:

  1. un’analisi del mercato di riferimento;
  2. un business plan che definisca gli obiettivi che si vogliono raggiungere e la strategia di marketing;
  3. una pianificazione della comunicazione esterna, in particolare verso potenziali clienti;
  4. una buona presentazione dell’azienda e delle sue offerte.

 

Il sito web per trovare nuovi clienti

Come si presenta la propria azienda in Rete? Con un sito web. Per trovare nuovi clienti in rete presentandosi nel migliore dei modi, è necessario avere un sito web realizzato da esperti. E’ vero che ci sono molte piattaforme che consentono la realizzazione di “siti fa da te”, ma in un sito aziendale nulla deve essere lasciato al caso. Intanto, deve essere un sito interattivo, capace di ricevere contatti e, se è il caso, deve essere predisposto per le vendite online (ordini, carrello, pagamenti, e altro). Meglio se è previsto anche il trasferimento automatico dei dati contabili delle attività online (ordini, acquisti, ecc.) nel bilancio aziendale. La grafica deve essere pulita e attraente, mentre la scrittura chiara e mirata. “Toppare” con il sito sarebbe una tragedia, perché esso diventa il biglietto da visita dell’azienda.

E’ importante, inoltre, indicizzare il proprio sito in modo da renderlo visibile sui motori di ricerca.

Utilizzare i canali tematici e i servizi messi a disposizione dalla rete per inserire la propria attività on line.

Pubblicità online. Un sito di buona qualità è sempre capace di attrarre pubblicità. Però è bene anche sfruttare la possibilità di inserire la propria azienda nei motori di ricerca (Google Adword) che producono pubblicità targhettizzata. Questo rimane sempre un ottimo sistema per attrarre nuovi clienti.

 

Lead Generation, social media e non solo

I social media hanno un ruolo fondamentale nella Lead Generation. Facebook, Twitter, LinKedin, Google+, sono strumenti utilissimi per generare nuovi contatti. Non solo, ma è proprio grazie ai social media che si possono tracciare i comportamenti e monitorare le conversazioni degli eventuali clienti per meglio pianificare le strategie aziendali di marketing. Attraverso i social si possono individuare i propri target aziendali, migliorare o centrare i messaggi promozionali indirizzandoli nel verso giusto. I social, inoltre, permettono di comunicare con l’utente che da contatto virtuale si può trasformare in contatto reale, per poi convertirsi in potenziale cliente. Insomma, con la Lead Generation la probabilità di convertire in vendita il contatto ottenuto, è molto maggiore rispetto alle strategie promozionali tradizionali affidate al caso che non garantiscono alcun successo poiché, raccogliendo solo clienti occasionali, non riescono né a fidelizzare, né ad attrarre nuovi clienti.

Psoriasi, conoscerla per curarla: i rimedi naturali

 

psoriasi conoscerla curarla

La psoriasi una malattia da non sottovalutare. Anche se dai più è considerata, e curata, alla stregua di una comune malattia della pelle, la OMS nel 2014 ha riconosciuto la psoriasi come malattia non trasmissibile grave, tanto che adesso è iscritta nel suo Calendario come malattia cronica e invalidante. Ma che cos’è la psoriasi, come si presenta, come si cura? E, soprattutto, è possibile curarla con rimedi naturali?

Che cos’è la psoriasi

La psoriasi è una malattia cronica del sistema immunitario. Colpisce soprattutto la pelle e può avere un notevole impatto negativo fisico e psicofisico sulla qualità della vita. In tutto il mondo sono affetti da questa patologia oltre 125 milioni di persone in tutto il mondo. Solo in Italia si contano più di tre milioni di persone malate di psoriasi. La malattia si presenta con antiestetiche macchie rossastre e squamose. Di solito cronica e recidivante, ma non è infettiva e nemmeno contagiosa.

Come si manifesta la psoriasi

Che cosa succede alla pelle di un soggetto affetto da psoriasi? Succede che le cellule epiteliali muoiono precocemente senza che si realizzi il loro normale processo di maturazione. In pratica mentre le cellule epiteliali di un individuo sano muoiono dopo quattordici giorni, in un ammalato di psoriasi vivono al massimo quarantotto ore.  La forma più comune di psoriasi è quella a placche che si manifesta con l’arrossamento della pelle e aree ispessite coperte da squame di colore grigiastro che provocano prurito e bruciore e, spesso, si possono rompere e sanguinare.  Questo è uno dei principali motivi per cui le persone costrette a lottare con questa malattia cronica, hanno una pessima qualità di vita: la psoriasi non è debilitante solo per corpo ma anche per la psiche.

 

psoriasi come curarla

Come curare la psoriasi

Una buona cura per la psoriasi è quella che mira a bloccare il processo che prematuramente spinge la cellula sullo strato superficiale dell’epidermide affinché sia espulsa.

La guarigione dalla psoriasi passa per: terapie locali (topiche), fototerapia, terapie immunomodulanti e terapie sistemiche. I trattamenti locali (topici) sono sempre indispensabili mentre i trattamenti sistemici sono riservati alle psoriasi più gravi. Al fine di accelerare il processo di guarigione e di ridurre le dosi totali dei farmaci, la terapia topica e quella sistemica possono essere associate.

Nei rimedi topici troviamo i trattamenti di uso locale come le pomate cheratolitiche in cui le molecole più usate sono acido salicilico e urea. La psoriasi si cura anche con farmaci a base di vitamina D3 che è ben tollerata anche dai piccoli pazienti e dà ottimi risultati.

Nei trattamenti sistemici più efficaci troviamo quelli a base di acido retinoico e di acitretina. Nelle forme più gravi una buona cura per la psoriasi prevede l’assunzione, orale o tramite iniezione, di farmaci sistemici come Metotrex Ciclosporine e Idrossiurea.

La fototerapia

La fototerapia è sicuramente uno dei principali trattamenti sistemici. Questa terapia consiste nell’irradiare con raggi UV la cute del paziente. I raggi UVB sono molto efficaci contro la psoriasi perché inibiscono la proliferazione cellulare e perché hanno un’azione immunosoppressiva sulla funzione dei linfociti T.

I rimedi naturali

Oltre a quelli farmacologici, la psoriasi può essere curata anche con rimedi naturali che nei casi non gravissimi possono davvero dare ottimi risultati. Tra i tanti troviamo anche il metodo Kousmine che invita a combattere le malattie autoimmuni attraverso l’alimentazione; l’esposizione al sole; lo sport che rimane sempre un valido alleato nella prevenzione della psoriasi e non solo; le acque termali con preferenza per le sulfuree o per le acque bicarbonato-calcio magnesiche; i trattamenti erboristici con aloe vera nota per il suo potere lenitivo nei confronti della nostra pelle, oltre a liquirizia, camomilla e pepe di Cayenna dal quale ultimo è estratta la capsaicina; oli vegetali come l’olio di jojoba, di macadamia, di mandorle dolci e, infine, l’olio di Neem. Tutti questi preparati vegetali sono tra i rimedi naturali più indicati per la psoriasi grazie alle loro proprietà emollienti e antiossidanti.

Oroscopo internazionale: panoramica sugli oroscopi di tutto il mondo

 

oroscopo internazionale

Molte persone credono fermamente agli astri e ai consigli che gli oroscopi offrono quotidianamente.

Il mondo dell’astrologia è vasto ed è per questo che faremo una panoramica sugli oroscopi di tutto il mondo e su quelli internazionali.

Non ci sono statistiche che rivelano questi dati ma cercheremo di darvi una piccola inquadratura su quelli almeno più famosi.

Iniziamo proprio dall’oroscopo internazionale, punto fermo da qualche anno, e adatto per tutti coloro che vogliono avere un’interpretazione più originale sul proprio modo di essere.

L’oroscopo internazionale è stato creato da Rob Brezsny, un astrologo e scrittore.

Esso è il più famoso ed è citato in varie riviste e siti che trattano questo argomento, come detto prima, molto vasto.

In questo particolare oroscopo vengono messi in evidenza aneddoti culturali, consigli su come affrontare la vita e qualche curiosità che consente al lettore di fermarsi un attimo e scoprire qualche cosa in più su loro stessi.

Rob Brezsny, grazie alla sua impronta unica, ora è arrivato a pubblicare le proprie previsioni astrali su molti siti e tradotti in tante lingue.

L’astrologo offre svariati spunti su come affrontare e gestire particolari periodi delle propria vita, affidandosi appunto agli astri.

Una dote molto accetta e amata dalle persone che leggono costantemente l’oroscopo internazionale sono i suoi commenti e consigli pratici. Non per niente questo tipo di oroscopo viene stampato su libri, riviste, quotidiani e persino emittenti radiotelevisive.

 

oroscopo internazionale panoramica

Panoramica sugli oroscopi di tutto il mondo

Oroscopo occidentale: sono le previsioni astrologiche più diffuse in Italia. Si fonda sul Tetrabiblos di Claudio Tolomeo. L’oroscopo viene interpretato sulla base dei movimenti dei pianeti, dei segni e degli aspetti delle stelle. I segni dello Zodiaco sono 12: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci.

 

L’oroscopo cinese prevede 12 segni che sono stati suddivisi in base ai cicli dei 12 anni e sono il topo, il bufalo, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, la scimmia, il cavalo, la capra, il gallo, il cane e il maiale. Oltre ad essi ci sono anche 5 elementi che sono il legno, il fuoco, la terra, il metallo e l’acqua.

 

L’oroscopo indiano si basa invece su altri fronti soprattuto utilizzando un approccio più filosofico. I concetti si basano sul Karma e sul Dharma. I segni zodiacali sono gli stessi di quelli dell’oroscopo occidentale solamente che cambiano i punti di riferimento temporali.

 

L’oroscopo Maya usava, nel passato, uno strumento chiamato astrolabio. Esso consentiva di ricevere informazioni circa la posizione solare durante un eclissi o un equinozio e determinava le fasi lunari. Ecco i segni su cui si basa l’oroscopo Maya: Falcone, Giaguaro, Cane, Serpente, Lepre, Tartaruga, Pipistrello, Scorpione, Cervo, Civetta, Pavone, Lucertola, Scimmia.

 

Infine c’è l’oroscopo Celtico che affonda le sue radici nell’antichità, e che non si basa sui pianeti ma sulle piante. Sono 21 i segni che rappresentano appunto un albero e l’anno è diviso in 4 trimestri: il Samain (1 novembre), l’Imbolic (1 febbraio), Bealtaine (1 maggio) e Lunasa (1 agosto).

I segni sono: Abete, Nocciolo, Sorbolo, Acero, Noce, Pioppo, Castagno, Frassino, Carpino, Fico, Betulla, Melo, Quercia, Olmo, Cipresso, Bagolaro, Pino, Salice, Tiglio, Ulivo, Faggio.

Grecia antica e isole dei poeti la guida

Grecia antica e isole dei poeti L’antica Grecia è stata la culla della civiltà occidentale. In questa guida di viaggio, partendo da Atene, faremo tappa prima a nord – verso Delfi e le famose Termopili – poi a sud, alla scoperta del Peloponneso e delle sue mitiche città, prime fra tutte Sparta. Dal continente salperemo quindi in direzione di Creta, dove esploreremo le meraviglie del palazzo di Minosse. Riprenderemo infine il mare alla volta delle Isole Ionie, autentiche muse la cui bellezza selvaggia ha ispirato poeti in ogni epoca della storia.

 

grecia antica atene

ATENE, IL CUORE DELL’ANTICA GRECIA

Capitale della Grecia, Atene si trova nell’Attica, una delle regioni meridionali del territorio ellenico. Nell’antichità questo centro è stato il cuore della filosofia, della letteratura e dell’arte, e inoltre una grande potenza navale, teatro di epiche battaglie. L’acropoli e l’agorà Il nostro viaggio alla scoperta dell’antica Grecia inizia dall’acropoli di Atene. L’acropoli, ovvero ‘la città alta’, domina la capitale come un gigante addormentato. Questa bianca rocca era nell’antichità il centro religioso nonché il cuore stesso della città. Nel V secolo a.C. Atene visse un vero e proprio rinascimento, una straordinaria fioritura economica e artistica che vide l’investimento di enormi ricchezze per dare un volto nuovo alla città: gran parte di questo progetto incluse proprio l’acropoli.

Per entrarvi si attraversano i Propilei, l’ingresso monumentale in cui lo stile dorico e quello ionico delle colonne si armonizzano in un’unica struttura. Adiacente ai Propilei troviamo poi il piccolo tempio di Atena Nike, innalzato sul costone roccioso per commemorare la vittoria degli ateniesi sui persiani, e che sembra fare da guardiano all’enorme scalinata dell’acropoli. Ma nell’ottica di riassetto della città va ricordato soprattutto che Pericle, dopo che i persiani distrussero il tempio di Atena Poliàs nel 480 a.C., ordinò la costruzione di un più imponente tempio dedicato ad Atena Parthénos (‘la vergine’), affidandone la direzione allo scultore Fidia.

Il Partenone, che fu realizzato in stile dorico, custodiva al suo interno la statua d’oro e d’avorio della dea protettrice della città. Ben novantadue metope decoravano la parte alta del tempio su tutti e quattro i lati: raffiguravano mitiche battaglie per celebrare la vittoria della civiltà sulla barbarie. Anche i frontoni occidentale e orientale vennero decorati, rispettivamente con la rappresentazione della disputa tra Atena e Poseidone per il possesso dell’Attica, e quella della nascita della dea dalla testa di Zeus. Nel corso dei secoli il Partenone è stato più volte trasformato e danneggiato, divenendo in epoca bizantina una chiesa, poi – sotto la dominazione ottomana – moschea e persino deposito per polvere da sparo.

A lato del Partenone troviamo poi l’Eretteo, tempio ionico dedicato a uno dei mitici re di Atene, celebre soprattutto per la loggia delle cariatidi, caratteristiche colonne scolpite in forma femminile. Tuttavia quelle originali si possono ammirare nel Museo dell’acropoli, posizionato sul limitare del sito archeologico. Adagiati sul pendio meridionale dell’acropoli, troviamo infine l’odeo di Erode Attico – piccolo teatro che accoglieva esibizioni musicali e poteva ospitare fino a cinquemila spettatori – e nella parte opposta il teatro di Dioniso, che nel V e IV secolo a.C. ospitò la rappresentazione delle più famose opere greche di tutti i tempi, come quelle di Eschilo, Sofocle, Euripide, Aristofane e Menandro. Dall’acropoli, dirigendoci a nord-ovest, giungiamo nell’agorà, dominata dal tempio di Efesto.

Quest’area, a partire dal VI secolo a.C., fu la piazza principale nonché il cuore politico di Atene. Il Museo archeologico nazionale Gli amanti dell’antica Grecia non possono non far visita inoltre al Museo archeologico nazionale di Atene. Le sue collezioni di sculture e ceramiche spaziano dall’epoca preistorica a quella ellenistica.

Tra i pezzi più famosi troviamo la maschera funeraria di Agamennone – attribuita al grande re acheo – e la coppa di Nestore, che reca una delle più antiche iscrizioni in lingua greca. Tra le sculture menzioniamo invece il Cronide di Capo Artemisio – che raffigurerebbe Zeus o Poseidone nell’atto di scagliare il fulmine o il tridente – e il Fantino di Capo Artemisio, una scultura in bronzo di straordinario realismo. Tra le statue di età ellenistica e romana, infine, segnaliamo il Diadumeno di Delos e l’Afrodite, copia di un originale di Prassitele risalente al IV secolo a.C.

 

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DELFI, L’OMBELICO DEL MONDO

La leggenda narra che Zeus liberò due aquile ai lati della Terra e che il loro volo si incrociò nel cielo di Delfi: da allora questo luogo divenne il centro stesso del mondo. Il sito archeologico Circa 160 km a nord-ovest di Atene, Delfi è adagiata sulle pendici del monte Parnaso, sede – secondo la mitologia – di Apollo e delle Muse, e a partire dall’VIII secolo a.C. ospitò nel suo santuario il più importante oracolo del dio. È proprio sul portale del santuario che era iscritta la celebre massima filosofica ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ (Conosci te stesso), punto di riferimento per i pensatori di ogni epoca, ripresa in seguito anche da Socrate.

Ma Delfi non era solo un luogo religioso: ancora oggi sono visibili i resti di edifici come il Tesoro degli Ateniesi, di un teatro e persino quelli di uno stadio: è in quest’ultimo che si svolgevano i Giochi pitici, gare musicali, poetiche e atletiche che prendevano il nome dalla Pizia, sacerdotessa di Apollo. Tappa obbligata di questo luogo è anche il Museo archeologico di Delfi, tra le cui opere ricordiamo l’Omphalos, la Sfinge dei Nassi, il Tesoro dei Sifni, la statua bronzea dell’auriga e quella marmorea di Antinoo. La vasta collezione del museo comprende inoltre vasi, armi, elmi, gioielli, statuette e monete.

Oggi l’antica città di Delfi è uno dei più importanti siti archeologici, un bene protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità a cui gli appassionati di storia antica in viaggio in Grecia non possono rinunciare. Le Termopili Se siete a Delfi e desiderate visitare un luogo non molto turistico ma denso di suggestione, a circa un’ora e mezza di strada in auto potete raggiungere le Termopili. Si tratta di una località che nel passato ospitava uno stretto passaggio costiero: proprio qui, nel 480 a.C., si svolse la famosa battaglia (resa celebre ai giorni nostri dal film 300 di Zack Snyder) in cui pochi greci, comandati dal re di Sparta Leonida I, opposero una strenua resistenza contro l’immenso esercito di Serse I, durante la seconda guerra persiana.

Alle Termopili, fermatevi dunque a visitare il memoriale di Leonida, con la statua sul cui piedistallo è incisa l’iscrizione Μολών λαβέ (Vieni a prenderle), la risposta che il re di Sparta diede all’ordine di Serse di consegnargli le armi.

 

SPARTA E IL PELOPONNESO: LE ROVINE DELLA POTENZA

Il Peloponneso è una penisola meridionale della Grecia collegata al continente dall’istmo di Corinto, largo appena 6 km. Battuta a est dalle acque del mar Egeo e a ovest da quelle del mar Ionio, questa regione ellenica è particolarmente intrisa di storia: il suo nome ci riporta ad Agamennone e alla gloriosa civiltà micenea, agli antichi giochi di Olimpia, e soprattutto alle vicende di Sparta, acerrima nemica di Atene.

Il nostro viaggio nel Peloponneso toccherà questi e altri punti: partendo da Corinto, faremo tappa a Epidauro, poi a Micene, a Olimpia, quindi ci dirigeremo a sud alla volta di Sparta. Corinto Dopo una visita allo spettacolare canale di Corinto risalente al VII secolo a.C., dirigiamoci verso l’antica città, 7 km a sud-ovest di quella moderna. Resti di case, strade, botteghe, edifici amministrativi e fontane (come la fonte Pirene) raccontano la storia di questo luogo. Ma nel sito archeologico vale la pena soffermarsi soprattutto sul tempio di Apollo – tempio dorico risalente al VI secolo a.C., posizionato proprio al centro dell’antica città – e visitare il Museo archeologico, dal quale è possibile accedere a un’ampia collezione di oggetti (ceramiche, gioielli, vasi domestici e splendidi mosaici) che ricostruiscono la storia di Corinto dal Neolitico al Medioevo.

A poca distanza dal sito archeologico vi è infine l’acropoli, detta anche Acrocorinto: dall’alto delle sue mura è possibile godere tutto il paesaggio circostante, e capire così la straordinaria importanza strategica di questa antica città, il motivo per cui fu per secoli l’obiettivo di orde di invasori. Epidauro 60 km a sud di Corinto troviamo Epidauro.

Questa città è conosciuta soprattutto per il santuario dedicato ad Asclepio, dio della medicina, infatti era un importante centro di guarigione oltre che religioso. Ma importante è anche il teatro, un’autentica perla dell’antica Grecia, fatto costruire da Policleto il Giovane nel 350 a.C. Rinomato per l’ottima acustica, è uno dei più antichi teatri greci e poteva ospitare 15000 spettatori. A Epidauro meritano infine una visita l’antico stadio e naturalmente il museo. Micene Da Epidauro spostiamoci a ovest verso Micene: il complesso delle rovine si trova a circa 2 km dal moderno abitato, e vi si accede attraverso la celebre Porta dei Leoni.

Si tratta di un maestoso portale dal frontone scolpito risalente al 1300 a.C. La rocca di Micene venne scoperta nel 1874 dall’archeologo Heinrich Schliemann: l’immagine che emerge è quella di un grande palazzo reale – costruito su uno sperone roccioso alto 300 m e protetto da possenti mura – e di un’estesa comunità che viveva appena al di fuori dai bastioni, al servizio della corte reale.

È proprio all’esterno della cittadella che si trovano le famose tombe dalla caratteristica forma a cupola (tholos), la più importante delle quali è il cosiddetto Tesoro di Atreo, o Tomba di Agamennone. Il nome è tuttavia convenzionale, poiché la datazione del sepolcro risale a due secoli prima della morte del sovrano. Olimpia 170 km a ovest di Micene giungiamo a Olimpia, sede di uno dei principali santuari panellenici nonché dei celebri Giochi atletici dedicati a Zeus, da cui sono derivate le nostre Olimpiadi.

Nell’antica Grecia i primi Giochi olimpici risalgono a 3000 anni fa, e ricorsero ogni quattro anni dal 776 a.C. al 393 d.C. Nel santuario di Olimpia sono visibili i resti di varie strutture dedicate alle gare: la palestra; il Leonidaion, sorta di ostello riservato ai dignitari stranieri in visita per i Giochi; il Bouleuterion, sede del senato eleo, l’istituzione che organizzava gli stessi Giochi; lo stadio, la cui costruzione risale al V secolo a.C. Vi si accede attraversando un arco che immette nell’arena.

Lo stadio poteva accogliere fino a 50.000 spettatori, seduti tutt’intorno su sedute di fango. Su uno dei lati dell’arena è ancora visibile l’esedra, una piattaforma di pietra su cui sedevano i giudici delle gare. Il santuario di Olimpia aveva comunque al suo centro il tempio di Zeus. Costruito nel V secolo a.C., è il più importante tempio del Peloponneso, nonché esempio perfetto di architettura dorica. Custodiva inoltre la leggendaria statua di Zeus di oro e avorio, una delle sette meraviglie del mondo antico, realizzata da Fidia nel 436 a.C. circa.

Poco distante da quello di Zeus è il tempio di Era, più piccolo ma anche più antico: risale infatti al VII secolo a.C. Il sito archeologico di Olimpia è oggi un bene protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Se decidete di visitare questo luogo ricco di suggestione, non mancate una visita al Museo archeologico, in cui è possibile vedere oggetti legati alle gare atletiche ma anche importanti statue di marmo, come l’Hermes di Prassitele.

Sparta Concludiamo il nostro percorso nel Peloponneso dirigendoci a sud verso la città di Sparta, protagonista – assieme ad Atene – della storia dell’antica Grecia. Oggi sono visibili l’acropoli, con il tempio di Atena Calcieca, e un grande teatro risalente al III secolo a.C. Segnaliamo inoltre il santuario di Artemide Orthia e il museo archeologico.

 

 

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CRETA E LE MERAVIGLIE DEL PALAZZO DI MINOSSE

La mitologia narra che Rea partorì Zeus sull’isola di Creta. Zeus, padre degli dei, ebbe a sua volta tra i suoi figli Minosse, sovrano conosciuto per aver costruito il labirinto nel quale imprigionò il Minotauro. Dalla Grecia continentale prendiamo dunque il traghetto e salpiamo alla volta di Cnosso, dove è ancora possibile visitare i resti del palazzo del più grande re della civiltà minoica. Cnosso Il sito archeologico di Cnosso sorge nel centro di Creta, a 6 km dalle sponde del mar Egeo.

Questa città fu un importante centro della civiltà minoica (la civiltà cretese dell’età del bronzo) intorno al II millennio a.C., e il suo palazzo reale – le cui rovine sono la principale attrazione dell’isola – è legato a miti greci la cui memoria si perde nella notte dei tempi: il grande re Minosse, il labirinto di Dedalo, il volo di Icaro, il filo di Arianna, la lotta fra Teseo e il Minotauro… Il leggendario palazzo privo di mura era indicativo della supremazia cretese sul mar Egeo: ai tempi della sua costruzione, infatti, gli abitanti di Cnosso avevano iniziato ad avere scambi commerciali soprattutto con gli egizi, e a questo periodo risalgono i meravigliosi affreschi dipinti con le tecniche tradizionali degli abitanti del Nilo. Intorno al 1700 a.C., tuttavia, un evento catastrofico – probabilmente un terremoto provocato dall’eruzione del vulcano sull’isola di Santorini – distrusse tutti i palazzi di Creta.

Durante il cosiddetto periodo neopalaziale (1700 – 1500 a.C.) il palazzo di Cnosso venne ricostruito ancor più maestoso e sempre privo di mura, segnale della totale assenza di invasioni da parte di popoli stranieri. Almeno fino al 1450 a.C., quando i micenei provenienti dal Peloponneso devastarono la città: da allora la civiltà minoica si avviò a un lento ma inesorabile declino. È grazie all’archeologo inglese Arthur Evans, suo scopritore nel 1900, che oggi possiamo ammirare i resti del palazzo di Cnosso. Alcuni gradini conducono al piano nobile dell’edificio, da cui è possibile godere del panorama circostante.

Il palazzo di Cnosso era una vera e propria cittadella, perfettamente organizzata e autosufficiente: non vi troviamo solo la sala del trono, il santuario e il grande cortile esterno, ma anche numerosi magazzini e inoltre terrazze, porticati e giardini che mettevano in comunicazione i vari ambienti.

Il Museo archeologico di Candia A 5 km da Cnosso visitate infine il Museo archeologico di Candia, dove avrete modo di approfondire la conoscenza della civiltà minoica attraverso le sue numerose opere d’arte, come la statuetta raffigurante la dea dei serpenti e il meraviglioso affresco con la tauromachia proveniente proprio dal palazzo di Minosse.

 

IL PARADISO DEI POETI: LE ISOLE IONIE

Tra la Grecia e l’Italia c’è un arcipelago paradisiaco che ha ispirato poeti e letterati di ogni epoca, da Omero a Saffo, da Foscolo a Leopardi. Parliamo delle sette Isole Ionie (o Eptaneso, come le chiamano i greci) bagnate dal mare che ne dà appunto il nome. Sono luoghi dai paesaggi affascinanti, in cui terreni costellati di vigneti, uliveti e cedri si alternano a monasteri arroccati e preziosi campanili; le loro acque trasparenti lambiscono spiagge di sabbia bianchissima.

In questo paragrafo andiamo dunque alla scoperta delle Isole Ionie: partendo dall’isola di Cerigo – appena sotto il Peloponneso – ci riavvicineremo sempre più alla nostra penisola, fino a raggiungere la famosa quanto super turistica Corfù. Cerigo Non è un caso che, secondo la mitologia, dalle sue acque sarebbe nata la stessa Afrodite, dea dell’amore e della bellezza. Cerigo (o Citera) è caratterizzata da spiagge dall’incredibile fascino, mentre l’entroterra è punteggiato di chiese, castelli, monasteri e borghi tradizionali. Il suo isolamento è senza dubbio il motivo principale dell’incanto di quest’isola, chiamata Citera dai poeti e Cerigo dai veneziani, pare a causa della ricca produzione locale di cera d’api e miele. Irrinunciabile una visita al Museo archeologico di Chora. Zante Cosa dire di Zante (o Zacinto)?

Per carpire l’anima di questo luogo basta leggere le parole che Ugo Foscolo – che vi nacque nel 1778 – gli ha dedicato, racchiuse nel famoso sonetto A Zacinto. Cefalonia Lunghe spiagge sabbiose, fitti boschi e spettacolari grotte: benvenuti a Cefalonia. Attrazioni assolute di questa grande isola sono la grotta di Drogarati – rinomata per l’impressionante acustica e per le stalattiti e stalagmiti dal caratteristico colore rosso – e la grotta di Melissani, che illuminata dai raggi del sole al suo interno regala uno spettacolo di colori indimenticabile.

Ma Melissani è conosciuta soprattutto per il fenomeno naturale delle foibe: l’acqua marina, assorbita dalla roccia calcarea nei pressi di Argostoli, dopo un percorso sotterraneo emerge nella zona di Sami, originando il famoso lago di Melissani. Itaca Adagiata accanto a Cefalonia è la piccola Itaca, il cui nome rimanda immediatamente alle vicende di Ulisse raccontate da Omero nell’Iliade e nell’Odissea. La costa occidentale di quest’isola, scoscesa e selvaggia, contrasta con la verdeggiante parte orientale, che declina invece dolcemente verso il mare.

La descrizione che Omero ha fatto del palazzo reale di Ulisse avrebbe trovato recente conferma negli scavi archeologici eseguiti da un’equipe di archeologi greci, impegnati da anni sulle tracce del mitico luogo. Il ritrovamento del palazzo sarebbe avvenuto nel nord dell’isola, e la sua attribuzione al grande re acheo confermata da elementi come l’impianto tipico di età micenea, le scale scolpite nella roccia, alcuni reperti di ceramiche che riportano iscrizioni e una fontana ancora di età micenea.

Tutto il materiale archeologico è stato datato al XIII secolo a.C., esattamente l’epoca in cui sarebbe vissuto Ulisse. Ad allontanare ogni ulteriore dubbio sulla sua identità, c’è da dire che questo palazzo presenta inoltre una struttura simile rispetto a quelli già attribuiti ad eroi greci contemporanei di Ulisse, come il palazzo di Agamennone a Micene, quello di Menelao a Sparta, quello di Nestore a Pilo e infine il palazzo di Aiace Telamonio sull’isola di Salamina. Leucade Scrivono gli antichi che gli amanti infelici, gittandosi dal sasso di Santa Maura (che allora si diceva di Leucade) giù nella marina, e scampandone; restavano, per grazia di Apollo, liberi dalla passione amorosa.

Così scriveva Leopardi a proposito di Leucade (o Leuca), isola unita alla terraferma da un ponte mobile e caratterizzata da spiagge di ciottoli e sabbia bianchissima. Lo scrittore di Recanati ben conosceva la vicenda della poetessa di Lesbo Saffo, che si suicidò – secondo la leggenda – gettandosi da una scogliera a picco sul mare, nei pressi di Porto Katsiki. Passo Un eremo segreto disseminato di boschi, cornice perfetta per chi desideri rigenerarsi stando a contatto con la natura: con i suoi 30 km², Passo è la più piccola delle Isole Ionie.

Corfù Concludiamo il nostro viaggio nella Grecia antica a Corfù (o Corcira), indubbiamente la più gettonata delle sette Isole Ionie. Tuttavia qui vi proponiamo una meta alternativa, lontana dai villaggi turistici: l’Achilleion. Si tratta dell’incantevole palazzo fatto costruire dall’imperatrice Elisabetta d’Austria – meglio nota come Sissi – alla fine dell’Ottocento, che ha come tema centrale il grande eroe greco.

 

GUIDE BONUS IN TURCHIA, SULLE TRACCE DELL’ANTICA TROIA

La città di Troia o Ilio fu scenario della celebre guerra narrata da Omero nell’Iliade. L’ubicazione delle rovine di questo luogo leggendario è stata ricercata per anni dagli studiosi di storia antica, per dimostrare che la sua esistenza non era una leggenda ma piuttosto una realtà dimenticata. La perseveranza di un illustre storico e archeologo svelò il mistero. Ilio: da mito a realtà Nel 1871, seguendo alla lettera le indicazioni dei testi omerici, l’archeologo tedesco Heinrich Schliemann diede inizio agli scavi nei pressi della collina di Hissarlik, in Asia Minore.

La portata dei lavori divenne ben presto imponente: ogni giorno riemergevano alla luce armi, vasellame e oggetti di uso quotidiano. Fu così che Schliemann scoprì non solo le rovine della leggendaria città di Troia, ma anche di altre città più antiche e più moderne: ad ogni strato corrispondeva infatti un’epoca diversa. Nel 1873, l’archeologo ritrovò pure il tesoro di Priamo – il famoso sovrano di Troia – composto da più di 8000 pezzi tra gioielli, monili e monete d’oro, che il re nascose prima che la città venisse distrutta dai greci. Il sito archeologico di Troia è oggi un bene protetto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, e la sua visita regala al viaggiatore di oggi emozioni e suggestioni uniche sull’antico mondo greco.

 

INFORMAZIONI UTILI

Prima della partenza e durante il vostro viaggio alla scoperta della Grecia antica, vi consigliamo di consultare il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri, dove troverete informazioni utili e aggiornate per un’ottimale esperienza di viaggio.

Maria Matteacci